UN COLLEGIO MARSICANO NELL’ALLEGANY

Panfilo da Magliano

di Generoso D'Agnese
Fu l’incontro con i Padri Francescani a cambiare la vita di Giovanni Paolo Pietrobattista. Nato il 12 aprile del 1824 a Magliano, un piccolo paese arroccato tra le aspre forre dell’Appennino abruzzese, il giovane assunse infatti all’atto del battesimo i nomi dei santi protettori del borgo. Il convento di S.Martino, vicino al quale il ragazzo viveva, attrasse fin dalla tenera infanzia Giovanni Paolo, con la sua tranquilla seraficità e la sua laboriosità intervallata dalle preghiere. Erano tempi difficili quelli vissuti dagli uomini nella prima metà dell’Ottocento, in un Regno delle Due Sicilie che sempre più vedeva l’Abruzzo come una landa di confine da tenere sotto giogo, dopo gli esaltanti anni della rivoluzione napoleonica e della repubblica napoletana. I sudditi del confine settentrionale della monarchia borbonica erano quindi sottoposti a particolari vessazioni e controlli di polizia, con una lenta e subdola azione di asfissia. In un clima soffocato dall’effimero stato retto dai Borboni, per i giovani di un piccolo paese c’erano ben poche scelte per sfuggire alla fame o all’asservimento terriero. Giovanni Paolo fu tra coloro che si lasciarono guidare dalla vocazione, e ben presto chiese di essere ammesso alla vita religiosa. A 22 anni, nel 1846 e quando intorno impazzavano schegge di carboneria e di nascente risorgimento, egli entrò a far parte dell’ordine francescano, felice di servire una causa ben più importante di quella terrena. Ordinato sacerdote non venne meno alla sua volontà di studiare e indirizzò i suoi studi sulla Sacra Teologia e sulla Filosofia, materie che insegnò - su incarico dei superiori - nello studio di S.Isidoro degli Irlandesi a Roma per tre anni.
Nove anni dopo, la sua sapienza venne ritenuta utile per intraprendere una missione evangelizzante negli Stati Uniti e nella primavera del 1855 Giovanni Paolo, che per il sacerdozio aveva scelto il nome di Panfilo da Magliano, si imbarcò alla volta della terra americana insieme ad altri tre confratelli. I francescani giunsero ad Ellicottville e da lì proseguirono il loro viaggio verso Allegany, nella contea di Cattarangus. Quello che trovarono fu uno scenario di abbandono. I quattro missionari ripresero a servire messe in parrocchie rimaste senza sacerdoti e trasformarono l’arida situazione evangelica in un giardino fiorito. Padre Panfilo diede subito dimostrazione della tenacia e resistenza proverbiale dei marsicani. Per mano sua nacquero conventi, si organizzarono Accademie e si fondarono Congregazioni religiose e in soli dieci anni la contea si arricchì di sei conventi regolari: Allegany, Boston, New York, Buffalo, Texas e Houston videro fiorire l’evangelizzazione francescana e furono ben 22 le chiese missionarie istituite, insieme a 5 parrocchie regolari, un seminario, due Accademie per fanciulli e per fanciulle e due congregazioni religiose.
In soli dodici anni la mano ferma e risoluta di Panfilo da Magliano ritagliò una piccola fetta della storia italiana in America. Professore, apologista, consigliere, moderatore: il marsicano incarnò molte figure e seppe conquistare la fiducia di cittadini americani e dei nativi pellerossa.
Grazie al suo zelo e al suo impegno, venen costituita canonicamente la Custodia dell'Immacolata Concezione, ovvero la prima entità francescana operante negli Stati Orientali d'America. L'opera di padre Panfilo Pietrobattista trovò il suo acme nella fondazione e nella istituzione dell’'Uníversità di S. Bonaventura " ad Allegany, istituto che ancora oggi rappresenta un caposaldo della cultura cattolica nel Nuovo Mondo. Della prestigiosa istituzione accademica scriverà anche il poeta americano Joseph Yanner nel suo “Poem to Alma Mater”, consegnando il nome dell’italiano ai fasti letterari.
Un’opera straordinaria, quella avviata dal marsicano nell’area dell’attuale Buffalo, altra città fondata dal genio italiano (Pietro Busti) e che avrebbe sicuramente prodotto frutti ancora più belli se non fosse stata interrotto dalla chiamata improvvisa a Roma. Padre Panfilo, perfettamente a suo agio nelle terre selvagge dello stato di New York e dei territori confinanti del Canada, tra cascate spettacolari e fiumi imperiosi, obbedì all’ordine e lasciò la terra americana. Tornato in Italia, si ritirò a S.Francesco di Ripa, un convento che fu però soppresso dopo il 1870. Panfilo si trasferì ancora una volta e scelse di stabilirsi a S. Pietro a Montorío, dove riprese la sua opera di studioso e di scrittore nel silenzio del chiostro. Si dedicò alla composizione di una grande Storia critica del Francescanesimo e i primi due volumi, di oltre 1000 pagine vennero pubblicati nel 1875. La morte lo colse mentre era intento a completare il terzo volume, e all’età di soli 52 anni. Lasciò ai posteri la sua opera monumentale che divenne il suo testamento culturale e riscosse il plauso dei contemporanei e dei posteri.