MISTER GOL ARRIVA DA FRAINE

Giuseppe Rossi

di Generoso D'Agnese
Manchester United, Parma, Juventus, Napoli, Fiorentina hanno bussato alla sua porta per guadagnarne il talento. Alla fine Giuseppe Rossi, ha scelto di emigrare in Spagna- a Villareal- per ricmabiare la fiducia di una società che come altre, crede nei suoi gesti atletici.
Rappresenta un mondo che molti italiani hanno improvvisamente conosciuto ad aprile del 2006, Giuseppe Rossi. Nipote di un’Italia che anni addietro era partita sui bastimenti ed era scesa nei vari porti del Mondo, figlio di una comunità italiana che fin dalle elementari imparava l’inglese colorando le proprie affermazioni con intermezzi dialettali. Rappresentante di uno Stato, il New Jersey che in assoluto vanta la più alta percentuale pro capite di presenza d’origine italiana.
Il giovane talento del calcio italiano è nato in un angolo dello Stato “giardino”: Teaneck. Era il 1 febbraio del 1987 e tra gli italiani appassionati di pallone l’eco dei mondiali vinti in Spagna si era già spenta, venendo sostituita dalla delusione di Mexico 1986, con le sue scialbe apparizioni.
Papà Ferdinando è originario di Fraine, paese situato nella provincia di Chieti, mentre mamma affonda le sue radici in quel di Acquaviva d’Isernia. Entrambi figli di genitori arrivati sui piroscafi a cercare lavoro negli States.
Giuseppe Rossi è cresciuto a Clifton e come tanti bambini del New Jersey ha iniziato a sognare il mondo sportivo a forma di baseball. Nella personale classifica delle sue preferenze aveva iniziato a porre il ruolo di “pitcher” mentre Joe Di Maggio faceva capolino da un poster. Ma ben presto il ragazzo si è accorto che preferiva calciare con i piedi piuttosto che con un bastone, e ha iniziato a preferire il rettangolo al diamante. Mentre in casa ha assorbito il tifo per il Milan.
Nei primi anni di carriera calcistica, il sogno di Rossi è stato quello di giocare insieme al proprio idolo Marco Van Basten. Sognava di essere Van Basten anche a soli 10 anni, quando vestiva la maglietta dei Clifton Stallions. Tre anni dopo, papà Ferdinando decide di attraversare l’Atlantico in direzione Italia portando con sé il talentuoso figlio che viene subito adocchiato dai talent scout del Parma. Il ragazzo ha stoffa e si farà: questo il giudizio unanime degli esperti. Ma quel che non viene considerata è la crisi societaria del Parma, squadra abituata a pescare e a sfornare giovani talenti. I ben noti eventi della Parmalat porteranno Rossi nel vivaio di una squadra gloriosa e dall’accento britannico: Il Manchester United.
Il giovane abruzzese, per 200mila sterline inizia la sua vita da professionista e veste la divisa dei Red Devils. A soli 16 anni, il 6 luglio del 2004, Giuseppe da Fraine firma un contratto fino al 2010 con la squadra inglese, e nel suo primo anno di militanza, firma ben 17 reti nel campionato “primavera”. Il suo scatto velocissimo, la sua rapidità di tiro, la sua caparbietà nel cercare il gol, ne fanno subito un beniamino della tifoseria di Manchester. Per loro Giuseppe Rossi diventa John Red, e non può che giocare con la divisa rossa. In lui avrà fiducia Sir Alex Ferguson, che lo fa debuttare in Coppa di Lega contro il Crystal Palace.
Dotato di un ottimo piede mancino, negli anni impara a migliorare anche il controllo con il destro, mantenendo inalterate le sue qualità di funambolo capace di nascondere perfettamente il pallone agli avversari prima di puntare direttamente in rete.
Messosi in luce tra campionati primavera e apparizioni in prima squadra, l’italo-americano nel 2006 viene dato in prestito al Newcastle United per sostituire un altro talentoso giocatore britannico, Michael Owens. Insiema all’ex interista Martins, Rossi formerà una stupenda coppia d’attacco per poi essere girato di nuovo al Parma nel gennaio del 2007. Schierato subito titolare, l’abruzzese contribuirà in modo decisivo alla salvezza della squadra emiliana. Suoi tanti splendidi gol che lo hanno consacrato uno dei giovani di più belle speranze del panorama italiano.
Di lui si sono accorti però anche gli Stati Uniti. Bruce Arena, tecnico del team americano, in previsione dei Mondiali di Germania del 2006 ha provato a chiamarlo in Nazionale, giocando sullo status di italo-americano del giocatore e sul luogo di nascita. Il ragazzo ha però cortesemente rifiutato un fin troppo facile ingresso nella squadra a stelle e strisce. L’unica Nazionale in cui vuole giocare, è quella dell’Italia.
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